Chi sono?

Mi chiamo Lara, sono nata a Genova il 4 Novembre 1985. Fin da piccola sono sempre stata una persona curiosa ma la svolta credo sia arrivata nel 2012 quando, dopo una lunga relazione, mi sono chiesta: “Ma a te cosa ti piace fare? Quali sono le tue passioni?”.

Così dopo anni di vacanze a due (e più), ho iniziato a girovagare da sola. Sono partita da un viaggio nella Spagna medioevale fino ad arrivare a New York, passando per Tokyo, Petra, Londra, Parigi, Mosca e tanto altro ancora.

Perché creare un blog? Perché mi piacerebbe condividere una passione che è diventata sempre più forte e raccontare come la formula “singola” sia un’occasione di crescita personale , che ti fa scoprire un lato di te stessa che probabilmente non conoscevi.

Theredfringe è una scommessa, un salto nel buio e la condivisione di una persona che come me pensa che il viaggio sia tra le migliori terapie, capace di regalarti straordinari momenti di felicità.

Novembre 2024

Forse questo è l’articolo più sincero che ho scritto fino ad ora.

Forse alla fine deciderò di non pubblicarlo.

Forse ho solo bisogno di buttare giù due righe.

In queste giornate di fine Novembre, quando il freddo comincia a farsi sentire e l’aria natalizia comincia ad alleggiare, riaffiorano pensieri che credevo di aver archiviato definitivamente.

Ho iniziato a viaggiare perché ho avuto la fortuna di farlo. Un buon lavoro, una mia indipendenza conquistata a passi decisi e tanta fatica. Il fatto poi di voler dar vita ad un blog dove racconto, senza il minimo di professionalità sia chiaro, quello che visito in giro per il mondo, mi ha esposto alle opinioni della gente.

Queste sono solo alcune delle frasi che mi sono sentita dire: “sei matta a girare da sola”, “sei così indipendente”, “ma non ti annoi da sola?”, “che coraggio”, “io non so se ci riuscirei”, “ma nooo sempre da sola”.

SOLA è la parola più ricorrente in questi commenti.

Ecco la solitudine non è stata proprio la mia prima scelta o meglio è stata anche la conseguenza di tanti atteggiamenti tenuti da persone a me molto vicine negli anni. Sottolineo la parola anche perché solo provandoci ho capito che per me era la scelta giusta.

E’ vero non è così facile andare in giro da sola, non tanto per quello che ti potrebbe capitare quanto più per il fatto di dover affrontare qualche imprevisto dall’altra parte del mondo. Credetemi è’ molto più difficile affrontare gli imprevisti quotidiani. Non sono i 22 giorni l’anno che dedico ai viaggi il mio vero atto di coraggio, quanto i restanti 343 a fare le cose che facciamo tutti e a cercare di neutralizzare le cazzate che la gente deve riportarti. Per loro sei quella SOLA che viaggia in giro per il mondo. Sei sinonimo di regina delle Amazzoni (sì quelle del sig. Giancarlo), quella che non conosce attimi di debolezza solo perché fai su uno zaino e voli via.

Qualcuno si è mai domandato quanta fatica c’è dietro quel sorriso (presto drittissimo) che sfoggio nelle mie foto? Non tanti. Indosso spesso occhiali da sole ma vorrei cercare di fare qualche foto più “al naturale” così magari mi si vedranno meglio gli occhi e non avrò più il mio “scudo” personale.

“Se vai così tanto in giro vuol dire che stai bene”: questa forse è quella che mi fa più incazzare, di una superficialità assoluta. Vado in giro perché mi piace, perché sono curiosa ma non vuol certo dire che io stia bene. Se devo scegliere tra comprarmi una giacca nuova o un biglietto aereo, scelgo sempre la seconda ipotesi.

Se Ryanair chiama, TheRedFringe risponde.

Quello che voglio dire è che curo le mie fragilità riempendomi di cose belle: i colori del cielo al mattino a Tromso, le foglie ingiallite dal Central Park di New York, i tetti dei vecchi edifici del centro di Bucarest, la magnificenza delle Cliff of Moher …

C’è stato un periodo anni fa in cui penso di essere partita più per la voglia di scappare da qualcosa che per la voglia di conoscere. Succede a tutti, anzi tantissimi lo vorrebbero fare ma non possono per motivi infiniti che sanno solo loro.

E’ la leggerezza con la quale la gente ti etichetta senza sapere quanta fatica hai fatto per fare quello che fai che mi spiazza ancora oggi.

La strada è ancora lunga ma io spero sia piena di siti archeologici e parchi in autunno.


By:Lara Baiardo