LYONANNÉE

Chi ben comincia è a metà dell’opera…

Buon Anno Fringes! Per inaugurare il 2026, ho scelto insieme ad un’amica di visitare una città vicina: Lione. Partite il 1 gennaio mattina con un comodo Flixbus da Genova, siamo arrivate a destinazione verso le 6 di sera. Si sa il 1 dell’anno è un giornata un po’ insolita: tanto sonno, postumi della serata precedente e una giornata passata praticamente sul divano con Netflix in sottofondo.

Perché non ravvivarla, allora? Ma poi perché proprio Lione?

Diciamo che nel tempo ho la (s)fortuna di cominciare ad avere qualche difficoltà a scegliere quale città visitare. A capitali europee sto messa abbastanza bene così mi sto dedicando alle città della “seconda linea”. Premetto che avevo letto qualcosa ma non immaginavo fosse così grande.

La terza città di Francia sorge sulla confluenza di due fiumi, il Rodano e la Saona. Noi siamo state fortunate: freddo ma soleggiato per l’intera permanenza. Non vi serve la metro o altri mezzi pubblici in quanto se scegliete un hotel centrale, la città è facilmente visitabile a piedi in pochi giorni (il nostro era il Campanile Lyon Centre – stra-raccomandato se arrivate in bus o treno in quanto attaccato alla stazione di Perrache).

E’ l’1 sera e come in tutte le altre città non c’è molto di aperto. Per questo optiamo per un fast-food comodo all’hotel giusto da buttare giù un boccone e ritirarci in camera.

GIORNO 1

Dopo una notte tranquilla, non si può non incominciare la giornata in Francia con un classico e intramontabile pain au chocolat. Paul, Eric Kayser sono solo alcuni dei nomi che troverete lungo Rue Victor Hugo prima di approdare in Place Bellecour. La più grande piazza di Lione detiene anche il record di piazza pedonale più grande d’Europa. E’ da qui che parte il nostro giro della città.

Al centro della piazza, location di tante feste prima su tutte quella delle luci che si tiene i primi di Dicembre, si trova la Statua di Luigi XIV mentre alla vostra sinistra troverete la Statua di Antoine de Saint-Exupéry.

Dirigendovi proprio verso sinistra, vi ritroverete nella Vieux Lyon, piena di boutique, ristoranti e i famosi “traboules”, passaggi pedonali segreti e coperti, che attraverso utilizzo di scale interne e cortili, collegano più parti della città. Un tempo utilizzati dai setaioli – canuts – furono preziosi durante la Resistenza nella Seconda Guerra Mondiale.

La prima attrazione che trovate di fronte a voi è la Cathédrale Saint Jean . Al suo interno troverete l’orologio astronomico, situato alla sinistra dell’altare. Addentrandovi nella vecchia Lione, non potrete non notare i vari negozi pieni di marionette. Si perché qui a Lione è stato creato da Laurent Mourguet  il burattino Guignol, un canut, un operaio di setificio, divenuto famoso in Francia tanto che il suo nome oggi significa burattino in generale.

Prendendo una delle tante scalinate che incontrate alla vostra sinistra, vi ritroverete nel quartiere di Fourvière, la cui spianata offre una vista sulla città non da poco. E’ il luogo perfetto per una pausa caffè prima di visitare la Basilica di Notre Dame de Fourvière. La chiesa costruita sui resti di un santuario romano, è luogo di culto di Saint Thomas di Canterbury e fu meta di un pellegrinaggio annuale a partire dal 1642, in seguito a un voto fatto dagli Assessori della città per scongiurare la peste. Se la fatica comincia farsi sentire potete optare per la funicolare in discesa ( 2,50 a corsa) in modo da ritrovarvi giù, “a valle” in pochi minuti. A pranzo non potete non provare i “bouchons”, questi caratteristici ristorantini offrono piatti tipici della città. Il nome deriva dal dialetto lionese – bouchon ossia ramoscello – che un tempo veniva appeso fuori dai locali per indicare la vendita di vino sfuso e cibo. Io ho scelto di provare la “quenelle de brochet”: si tratta di una polpetta a base si pesce (luccio) tritata con uovo, burro,latte e una base di semolino, servita con salsa Nantua (a base di gamberi e besciamella). La temperatura della salsa è pari a quella del caffè della Pina di Fantozzi quindi state attenti quando la mangiate ma è ottima e con il freddo esterno fa molto piacere.

Con qualche caloria in più, dirigetevi verso l’Affresco dei Lionesi, posto dall’altra parte della Saona. Il murales ritrae 24 personaggi storici della città e 6 personaggi contemporanei, disegnati a piano terra che dialogano con i residenti. L’idea nacque dall’allora sindaco di Lione che colpito dal successo dell’Affresco dei balconi a Barcellona, raffigurante personalità della città, decise di commissionare al gruppo Cité Création la realizzazione del progetto. Ci sono i fratelli Lumière, Giovanni da Verrazzano che gira il mondo per conto della Francia accanto al suo autore Antoine de  Saint-Exupéry.

Proseguendo verso destra, in direzione fiume Rodano, non dimenticate di fare un salto all’Anfiteatro delle Tre Gallie. Solo gli scavi compiuti nel 1956 portarono alla luce il complesso come lo vedete oggi.

Il giro della città non può che concludersi con due passi lungo la via dello shopping – Rue de la République – dove potrete acquistare ogni genere di souvenir.

La cena è a base di salsiccia e patate in uno dei tanti locali riaperti in centro città.

GIORNO 2

Il secondo giorno è decisamente più tranquillo. Riprendendo da Rue de la République, si arriva a Place des Terreaux , dove si trova il municipio, con al centro la statua di una donna seduta su un carro trainato da 4 cavalli che rappresentato la Francia e i 4 grandi fiumi – Senna, Loira, Rodano, Garonna. 

Il nostro obiettivo però è il Mur de Canuts, conosciuto come il più grande murales d’Europa. Realizzato nel 1987, si trova nel quartiere di Croix Rousse, che ci accoglie con il suo vivace mercato della domenica mattina.  Il nome Canuts è legato ai tessitori che abitavano questa zona popolare nel XIX secolo, oggi è una delle zone invece più costose di Lione. E’ un murales molto realistico che ritrae un signore intento a ritirare i soldi in banca, un altro affacciato dal bancone, una normale immagine di vita quotidiana.

Si sa un modo per vedere bene le città è anche quello di visitare i mercati. Per pranzo optiamo per quello al coperto Les Halles Paul Bocuse. Oltre ai banchi di formaggi, pesce e salumi, troverete vari ristorantini. Per questa volta scelgo un gratin di ravioli à la lyonnaise, anche questo leggero, leggero, con quella colata di formaggio fuso, adatto a sturare le arterie.

Il pomeriggio è un zigzagare per le viette. Ci sono moltissime librerie sparse per la città e molti altri negozietti.

Concludiamo in bellezza gustando un’eccezionale cena presso Brasserie Georges, la più antica di Lione datata 1836.

Mentre sto scrivendo questo articolo, sto gustando un fantastico biscotto Monoprix, una sorta di Oro ciok ma secondo me ancora più burroso.

Au revoir (ho già 3 biglietti prenotati, ma questa è un’altra storia)

By: Lara Baiardo