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Venti anni dopo …

Non avrei potuto immaginare modo migliore per festeggiare un compleanno così “tondo”. Il 4 novembre di quest’anno sono entrata negli “anta” e una Fringe che si rispetti non ci ha pensato due volte ad organizzare un mini weekend ad Amsterdam.

Vent’ anni dopo esatti dalla prima volta in questa città. Insieme a due carissime amiche siamo partite dall’aeroporto di Genova per approdare nella città più famosa d’Olanda.

Sono sincera i miei ricordi erano pressoché svaniti. Ero ritornata 15 anni fa in occasione della Festa della Regina d’Olanda ma in quell’occasione rimasi in città solo un giorno per l’evento.

Ho ritrovato una città splendida, forse in alcuni punti un po’ sporchina (spazzatura per strada e qualche gabbiano di troppo a rendere la cosa un po’ più complicata), ma nell’insieme girabile perfettamente a piedi.

Data la distanza dell’albergo – MEININGER hotel – posto a circa 6 minuti di treno dal centro città – abbiamo optato per un mini abbonamento di 3 giorni – euro 30 in modo da essere libere di prendere qualsiasi tipo di mezzo. Ricordatevi sempre di timbrare all’entrata ma soprattutto all’uscita in modo tale da non rischiare di invalidare la tessera (un giorno ho dimenticato di timbrare sul bus ma per fortuna la carta è rimasta attiva J ).

Per la prima cena siamo state al The Cuddle Pub – carne ottima e prezzi nella media di un città nordeuropea. Amsterdam è poco meno cara di altre città nella zona ma ho notato un’incongruenza tra il costo della colazione (cappuccino e brioche dai 5/7 euro e pranzo e cena che vanno dai 15 al 25/30 euro per un piatto + birra).  

La città è già in clima natalizio, lo dimostra l’albero posto in Piazza Dam e le varie illuminazioni lungo le vie. E’ pieno di gente, i negozi restano aperti fino alle 20 e noi decidiamo di concederci il dolcetto serale. Lo stroopwafel è un tipico biscotto olandese composto di due cialde sottili tra le quali vi è questa cremina a base di caramello. Potete optare per la versione semplice o come me arricchirlo con uno strato di Nutella. Buono ma mangiato uno per me va bene così perché è dolcissimo e una discreta bomba (Melly’s StoopWafels –  Nieuwezijds Voorburgwal 141).

GIORNO 1

Il meteo regge quindi tanto vale addentrarci in centro città. Dopo una colazione molto nella media, ripartiamo da Piazza Dam e il Palazzo Reale, edificio storico di Amsterdam, nato per ospitare la sede del Comune e trasformato in residenza reale. Se vi addentrate in Kavelstraat, incontrerete una serie di negozi alla moda ma fate attenzione alla piccola Chiesa del Pappagallo, così chiamata in quanto sorta dietro il negozio di un commerciante di uccelli esotici. Proseguendo lungo la via commerciale più cara della città, girate a sinistra ma alzate lo sguardo. Vedrete una serie di bassorilievi incastonati nei muri raffiguranti vari soggetti. Sono stati recuperati dagli ingressi di vecchie case e conservati per la città, probabilmente le figure si ricollegano alle attività degli abitanti di quelle case. In pochi minuti raggiungerete il complesso di Begijnhof , composto da 164 case risalenti al XV- XVIII secolo, è stato fondato da una confraternita di beghine – donne che non avevano preso i voti ma si dedicavano all’assistenza di malati e anziani . Oggi è abitato da anziani o studenti dato i canoni di affitto molto bassi.

I protagonisti indiscussi di questa città restano i canali. Nati per il trasporto di merci, oggi sono una caratteristica di Amsterdam con i suoi numerosi ponti e case galleggianti.

Imperdibile tappa è quella al mercato di fiori – Bloemenmarkt – con i suoi tripudi di tulipani. Avete solo l’imbarazzo della scelta, io ho comprato un piccolo vaso con il buon proposito di provare ad invertire la rotta del mio pollice nero. Per pranzo scegliamo Bink – Brasserie Pancakes. In quanto divoratrice di pancakes, mi preme subito fare una distinzione con quelli americani.

I pancake olandesi – Pannenkoeken – son una via di mezzo tra crepes e pancakes perché il condimento è incorporato alla pastella. Un mix interessante è quello di bacon e mele (buono stando ai commenti della mia amica Sara). 

Riprendiamo il nostro giro e dati anche i nuvoli in arrivo, scegliamo di visitare il Rijksmuseum. Risalente al 1800, era nato per esporre le collezioni dei vari governatori olandesi. Oggi conserva la più grande collezione dei dipinti del Secolo d’oro olandese dal 1584 al 1702. Tra i dipinti più famosi vi segnalo “La lattaia” di Vermeer e la famosissima “Ronda di notte” di Rembrandt. Ritrae il capitano Frans Banning Cocq intento ad impartire ordini ai suoi uomini, vi è anche auna bambina che altro non è che la mascotte dei soldati. E’ stata oggetto di una serie di atti vandalici nel corso del tempo, ultimo negli anni ’90. Oggi è protetta da un cancello- teca.

All’interno del museo vi è anche la Biblioteca Cuypers, la più grande in materia di arte nei Paesi Bassi.

Il pomeriggio volge al brutto tempo il che ci suggerisce di dedicare qualche ora agli acquisti.

Per cena scegliamo un piccolo locale – Bistrot Amsterdam – anche qui carne buonissima e un’eccellente torta di mele 😛 .

Se a Genova si fanno due passi per il centro o in Corso Italia, qui tanto vale passare per il quartiere a luci rosse che brulica di turisti. La prostituzione qui è legale ed è un luogo sicuro vuoi anche per la costante sorveglianza. Ci sono varie spiegazioni sull’utilizzo delle luci rosse: si dice risalgano alla storia di una prostituta di Gerico la cui casa era identificata con una corda scarlatta e chi sostiene che le lanterne rosse venissero lasciate fuori dalle case dove i pescatori andavano.

GIORNO 2

Oggi colazione con waffle o pancakes vari. Non so resistere a quelli con la Nutella ma questo ci permetterà di tirare avanti fino al pranzo. Fa più freddo e piovischia, tanto vale fare tappa alla Biblioteca OBA . Ne avevo vista una simile a Copenaghen. C’è uno spazio dedicato ai piccoli e vari piani dove la gente può lavorare, leggere, prendere un caffè o fare meeting. Un piccolo paradiso nella confusione generale.

Approfittiamo di qualche ora di bel tempo per fare un giro in centro città ma siamo ad Amsterdam e allora tanto vale passare un’oretta scema al Sex Museum. Statuette, foto private, mode … si ripercorre l’importanza che il sesso ha sempre avuto nella storia. Può essere un’idea se avete già visto il resto e volete investire 10 euro e farvi qualche risata.

Dopo un pranzo veloce, ci spostiamo a Vondelpark , polmone verde della città. E’ tutto un via vai di biciclette e gente che cammina. Nella bella stagione vengono organizzati concerti e manifestazioni varie. Ho sempre invidiato questi luoghi di pace in Nord Europa e la cura che hanno nel conservarli al meglio possibile.

La giornata si conclude al Café Blaauwhooft, un ottimo locale un po’ furoi dal centro.

GIORNO 3

Din don ! il grande giorno è arrivato. Sono entrata nel club! Ci pensa anche la KLM a festeggiarmi con un pranzo speciale.

Ho riguardato questa foto scattata vent’anni prima nella stessa città e mi sono resa conto di quante cose sono cambiate. In bene o in male. C’è una cosa che ho conservato in tutto questo tempo e spero di non perdere mai: la voglia di vedere, la mia curiosità, quello stupore che si ha prima di perdere la spensieratezza, tipica dei primi anni di vita. Bisogna restare sempre un po’ bambini per invecchiare meglio. Questo è quello che ho sempre cercato di preservare. Poco importa se questo non viene spesso compreso. Personalmente mi preferisco molto più adesso, più consapevole, più Fringe.

By: Lara Baiardo